Ieri sera è andata in onda su Italia 1 l'ultima puntata della nuova edizione di Mistero, il format condotto da Raz Degan affiancato da alcuni "inviati speciali" tra cui Marco Berry e Daniele Bossari. Proprio Bossari si è reso protagonista, tra gli ultimi servizi proposti, di una "buffa" intervista (visibile a fine articolo) rilasciata da un uomo che sosterrebbe di essere stato (anch'egli) rapito dagli alieni, e dalle cui esperienze di contatto avrebbe acquisito "particolari" capacità che gli permetterebbero di ideare e costruire congegni basati su tecnologia aliena. Ma andiamo con ordine. E' il 22 luglio 1991, giorno in cui avverrebbe il primo contatto tra l'anonimo signore, a bordo del suo motopeschereccio, e gli esseri alieni che costui chiama "siriani", provenienti quindi dalla stella Sirio (?), che ultimamente pare essere molto gettonata dai contattisti. A seguito di tale rapimento e dopo ulteriori contatti avvenuti in tempi successivi, l'intervistato dichiara di ritrovarsi in possesso di particolari capacità intellettive che gli permettono di realizzare dispositivi non ancora intuiti dalla tecnologia umana. Congegni talmente segreti che costringono il "pover'uomo" a rendere l'intervista in forma anonima, in quanto la realizzazione di tali progetti, condivisi - sostiene l'uomo - con un gruppo di scienziati, lederebbe interessi dalla portata inimmaginabile e metterebbe a rischio la sua stessa incolumità. Un valido motivo, quindi, per non mostrarsi, o quasi. Già, perchè o per un errore in fase di motaggio del servizio o per una esplicita richiesta dell'intervistato, il suo volto viene parzialmente svelato (come mostrato nella foto di apertura) a partire dal minuto 12:00 del video di seguito riportato. Come mai questo imperdonabile errore che "metterebbe in serio pericolo la vita di quest'uomo"? E la voce? Nell'intervista appare sempre normale, mai distorta come si è consuetudine fare per rendere il soggetto irriconoscibile. Perchè? Potrebbe essere la volontà del "semianonimo" mostrarsi in minima parte per godere, chissà, dei famosi 15 minuti di celebrità che magari spera di ricavare dal servizio proposto da Mistero?Arriva poi il piatto forte: un esperimento basato su tecnologia aliena dall'appetitoso sapore, a nostro avviso, di bufala. In buona sostanza il presunto contattista mostra come sia possibile ottenere dall'acqua, grazie ad una reazione chimica (un processo di semi fusione o elletrolisi, non è chiaro) una fonte di energia inesauribile. Peccato che la tale dimostrazione, oltre a non aver convinto del tutto lo stesso Bossari, sembre invece la classica e ben nota reazione di un "generatore di idrogeno HHO", indotta da alluminio, acqua e soda caustica, il cui processo altera il colore dell'acqua scurendolo, proprio come si nota nel filmato, rilasciando per l'appunto calore. Anche l'odore che pizzica la gola di Daniele Bossari è una tipica conseguenza di questo processo, mentre l'elettricità che il "contattista" utilizza nella fase iniziale dell'esperimento parrebbe solo un elemento scenografico, quasi un diversivo piuttosto inutile per tale procedimento. Insomma, questo sarebbe un assaggio di tecnologia aliena? Benchè all'opinione pubblica non è ancora concesso sapere la verità (ammesso che ci sia) sugli Ufo e sull'esistenza degli alieni, è plausibile intuire che una scienza aliena sia lontana anni luce dal banale scoppiettio di acqua bollente. Piccolo inciso: conclusa l'intervista, al rientro in studio con Degan lo stesso Daniele Bossari ha preferito prendere le distanze da quanto gli è stato mostrato dal sedicente contattista, dichiarando: "non mi sento di dire che è tutto vero perchè io ci sto mettendo la faccia, lui no". Possibile che Mistero abbia quindi volutamente reso riconoscibile il contattista per screditarlo? Qualcuno, telespettatore o lettore che sia, lo ha identificato? PASQUALE GALLANO
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giovedì 31 marzo 2011
Abduction: un rapito mostra la banale tecnologia aliena - Newnotizie
Tutta la verità sull'alieno Paul in tre nuovi spot della commedia ... - ScreenWEEK.it Blog (Blog)
Manca meno di una settimana all’uscita nelle sale americane di Paul, irriverente alien comedy diretta da Greg Mottola (Superbad), in cui vedremo Simon Pegg e Nick Frost nei panni di Graeme Willis e Clive Collings, due nerd inglesi fanatici dei fumetti che, mentre stanno attraversano gli Stati Uniti per visitare la famigerata Area 51, si imbattono in Paul, un alieno (realizzato in CGI e doppiato, nella versione originale, da Seth Rogen) che sta cercando di tornare alla sua astronave. I due cercheranno di aiutarlo, ma saranno braccati dall’agente dell’FBI Lorenzo Zoil (Jason Bateman) e dallo scrittore di fantascienza Adam Shadowchild (Jeffrey Tambor). Qui sotto potete dare un’occhiata a tre nuovi tv spot che sono stati diffusi in rete per il lancio del film:
Nel cast troviamo anche Kristen Wiig, Jane Lynch e Sigourney Weaver. Il film arriverà in Italia il 13 maggio distribuito dalla Universal. Per maggiori informazioni potete consultare le nostre News dal blog.
mercoledì 30 marzo 2011
Super 8: indagini in corso - CVG - Cinema e Videogiochi

Cosa succede se si mettono insieme un pilastro del cinema internazionale come Steven Spielberg e un regista rivelazione di ultima generazione come J.J. Abrams? Probabilmente, si ottiene un capolavoro.
L’idea parte dal papà di Lost che, lanciato sul grande schermo da film quali Cloverfield e Mission Impossible-Gosth Protocol, decide di rivolgersi al genere fantascientifico ispirandosi ai grandi capolavori anni ’70 e ’80 di Spielberg. Sono quelli gli anni in cui il regista ha girato delle pietre miliari del cinema sci-fi, basti pensare a E.T. L’extraterrestre o a Incontri ravvicinati del terzo tipo: per J.J. Abrams volersi paragonare a queste pellicole vuol dire senz’altro mettersi a dura prova. Eppure, a quanto pare, la sua ambizione aveva delle solide basi: non solo Spielberg ha voluto ascoltare il suo progetto ma lo ha anche approvata a pieni voti, divenendo egli stesso produttore del film. Fino ad allora J.J. Abrams aveva avuto un unico contatto con Spielberg, al college, quando era stato pagato 300 dollari per riparare una sua vecchia pellicola 8mm, oggi invece i due lavorano l’uno affianco all’altro per affrontare insieme questa nuova imperdibile sfida.

Nasce così Super 8, un film ancora poco delineato dal punto di vista del pubblico, ma molto chiaro nella mente dei suoi creatori. Lo scopo del film è quello di unire due progetti in uno solo, mischiando un racconto non fantascientifico ad uno sull’AREA 51 e i suoi misteri. J.J. Abrams ha bene in mente la lezione di E.T., nel quale Spielberg coniuga la tematica della famiglia e del divorzio, con quella del possibile incontro con altre forme di vita. La genialità insita in questa doppia angolazione viene ripresa in Super 8: la prima storia è quella di un dramma familiare, la morte di una madre che lascia un marito vedovo (Kyle Chandler) e un figlio orfano, mentre la seconda racconta di un treno notturno deragliato durante il trasferimento dei materiali segreti dell’AREA 51 subito dopo la sua chiusura. Ad incrociare le due storie non poteva che esserci una Super 8, telecamera usata dal figlio di Chandler e il suo gruppo di amici (tra cui l’attrice Elle Fanning) per girare un film sugli zombie, la quale, rimasta accesa davanti alla stazione subito dopo il deragliamento del treno, registra qualcosa di inspiegabile. Di cosa si tratti non è dato saperlo, almeno per ora.
Si spiega così il titolo del film che richiama chiaramente un tipo particolare di telecamera e di conseguenza uno specifico momento storico. La super 8 era infatti molto diffusa negli anni ’60/’70 (il film si ambienta infatti in Ohio nel 1979), quando numerosi movie-makers la utilizzavano per produrre film a livello amatoriale, Spielberg in primis. La scelta di questo titolo e l’inserimento di riprese simil-amatoriali si accordano bene con la decisione dei realizzatori di non usare il 3D.

Il primo assaggio di Super 8 lo abbiamo avuto durante il Super bowl, quando è stato proiettato il teaser trailer del film, seguito dalla diffusione del full trailer avvenuta pochi giorni fa. Queste brevi sequenze suggeriscono più che svelare, nei frame finali dei video sono stati infatti riconosciuti degli indizi inseriti volutamente dai creatori per attirare l’attenzione dei fan: date, immagini, scritte, ogni elemento è usato per svelare qualcosa di nuovo sulla trama. Ci si è accorti ad esempio che il teaser trailer diffuso dalla Apple differiva da quello trasmesso durante il Super Bowl e che le immagini proiettate in chiusura ai due video erano complementari tra loro: unendole come in un puzzle si ottenevano fotogrammi completi. Questo metodo era già stato usato per Cloverfield nel 2008, quando la curiosità dei fan veniva stuzzicata tramite un alone di mistero che avvolgeva la pellicola e si diradava gradualmente grazie ai suggerimenti impliciti che i realizzatori lanciavano al pubblico. Cloverfield era però un monster movie, molto diverso da un film come Super 8 che mixa generi diversi, dalla commedia drammatica allo sci-fi: J.J. Abrams ci tiene infatti a sottolineare che Super 8 non sarà in alcun modo legato a Cloverfield, né come seguito né come rifacimento.
Continuiamo quindi a raccogliere indizi e metterli insieme, fino a che non riusciremo ad avere un quadro più chiaro su questo nuovo e misterioso progetto, in uscita a giugno 2011. Per ora, non potendo ancora esprimere un nostro giudizio, ci accontentiamo di quello del regista, che di Super 8 dice: «Abbiamo il nome di Steven sulla pellicola e il mio, ma non abbiamo supereroi famosi, non un franchise pre-esistente o un sequel, non una star di cui abbiate già sentito parlare. Non c’è un libro, un gioco o un fumetto di riferimento. Non c’è niente, io non ho niente, eccetto un ottimo film».
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Facciamo un salto nel backstage di Paul, alien comedy di Greg Mottola - ScreenWEEK.it Blog (Blog)
Dopo le spassose clip che vi abbiamo mostrato ieri, oggi vi proponiamo una interessante featurette behind the scenes di Paul, l’alien comedy diretta da Greg Mottola (Superbad)con Simon Pegg e Nick Frost, in cui il regista e i protagonisti ci parlano della storia e dei personaggi da loro interpretati:
Il film racconta la storia di Graeme Willis (Pegg) e Clive Collings (Frost ), due fanatici dei fumetti che, mentre stanno attraversano gli Stati Uniti per visitare la famigerata Area 51, si imbattono in Paul, un alieno (che nella versione originale avrà la voce di Seth Rogen) che sta cercando di tornare alla sua astronave. I due cercheranno di aiutarlo, ma saranno braccati dall’agente dell’FBI Lorenzo Zoil (Jason Bateman) e dallo scrittore di fantascienza Adam Shadowchild (Jeffrey Tambor). Nel cast troviamo anche Kristen Wiig, Jane Lynch e Sigourney Weaver. Il film uscirà negli States il prossimo 18 marzo, mentre da noi arriverà il 13 maggio. Per maggiori informazioni potete consultare le nostre News dal blog.
martedì 29 marzo 2011
Missione: vendetta - Corriere della Fantascienza
Chi legge i romanzi di James Patterson sa che è un autore poliedrico: scrive non solo ottimi thriller, ma anche romanzi rosa, fantasy e di fantascienza. Famosa è la sua serie Maximum Ride pubblicata da Editrice Nord, la quale propone ora il romanzo Missione: vendetta (The Dangerous Days of Daniel X, 2008) primo volume della serie Daniel X. Questo romanzo è stato scritto con la collaborazione di Michael Ledwidge. Attualmente la serie Daniel X conta quattro volumi. Sono già stati venduti i diritti cinematografici del primo titolo. Il film è in lavorazione. Inoltre dalla serie è stato tratto un videogioco di successo.
Daniel X non ha altri nomi, non si sa se è umano, anzi si pensa che sia un alieno, ma vive sul nostro pianeta e possiede svariati poteri: con la mente può creare oggetti, animali e persone reali che interagiscono con le persone e l’ambiente circostante, ha supervelocità e super forza, può mutare la sua massa e rendersi piccolo come una coccinella e ha una memoria prodigiosa. Era sul nostro pianeta insieme ai genitori, cacciatori di alieni cattivi, perché qui si trovano, da secoli, moltissimi alieni. Aveva tre anni quando i suoi genitori vennero uccisi da un feroce alieno somigliante vagamente a una mantide. Lui riesce a salvarsi trasformandosi in una zecca.
Da quel momento sono passati dodici anni e ora si sente pronto per attuare la sua vendetta e andare a caccia di tutti gli alieni che sono indicati nella lista dei “cattivi” per la quale la Mantide aveva ucciso i suoi genitori. Dopo aver trovato e ucciso l’alieno che si trovava al 19° posto della lista, decide di andare a Los Angeles per uccidere l’alieno Ergent Seth, il numero sei della lista. Ergent sa che Daniel X è arrivato in città. E non si farà trovare impreparato.
Gli autori. James Patterson è uno dei più grandi fenomeni editoriali dei giorni nostri. È il creatore di personaggi famosissimi come il profiler Alex Cross, le “donne del club omicidi” e i ragazzi della serie di Maximum Ride (pubblicata da Nord). È l’autore più venduto al mondo, con centosessanta milioni di copie (più di due milioni in Italia): negli Stati Uniti, ogni quindici libri venduti, uno è firmato James Patterson, per un totale di sedici milioni di copie all’anno.
Michael Ledwidge è figlio di genitori irlandesi ed è nato e cresciuto nel Bronx. Si è laureato al Manhattan College, è sposato e ha due figli. Oltre a suoi romanzi, con James Patterson ha scritto anche la serie Michael Bennet.
La quarta di copertina. Daniel ha soltanto tre anni e non può sapere che i suoi genitori sono i Custodi della Lista, l’elenco dei criminali alieni più pericolosi che si nascondono sulla Terra. Però lo sa la Mantide, un essere malvagio e spietato che, per impadronirsi di quell’elenco, è disposto a tutto, anche a uccidere.
E a farlo sotto gli occhi di Daniel, che così assiste impotente alla morte del padre e della madre e si salva soltanto grazie ai suoi straordinari poteri.
Sono passati dodici anni da quel terribile giorno, ma Daniel non ha dimenticato. E ha deciso di usare i suoi poteri — la capacità di creare oggetti con la forza del pensiero e di spostarsi alla velocità della luce nonché di avere una forza eccezionale — per vendicarsi, eliminando tutti gli alieni fuorilegge inclusi nella Lista. Ormai sono rimasti solo sei nomi — i sei killer più letali -, e in cima c’è lui, il Numero Uno: la Mantide.
Daniel è l’unico che può trovarlo. È l’unico che può sconfiggerlo.
Daniel è l’unico che può salvare il mondo dalla catastrofe.
Ma Daniel è soltanto un ragazzo…
James Patterson — Michael Ledwidge, Missione: vendetta (The Dangerous Days of Daniel X, 2008)
Traduzione Carla Gaiba, Editrice Nord, collana Narrativa 416, pagg. 232, euro 14,90
lunedì 28 marzo 2011
Musica: Sammy Hagar, ex Van Halen, racconta rapimento alieni - Il Sussidiario.net
Novoli. All'Area 51 Berardi Jazz Connection e Kelly Joyce - Il tacco d'Italia
La rinomata formazione jazz pugliese e la cantante francese saliranno sul palco del club novolese di via Veglie oggi 18 marzo, per uno special live event da non perdere. L'ottima cucina, le sfiziose ricette unite ai vini del Salento e le peculiarità gastronomiche del Venerdìnner faranno da gustoso contorno alle sonorità easy jazz, pop e soul e alla straordinaria interpretazione di Kelly Joyce, ospite esclusiva di uno dei locali più frequentati del Tacco d'Italia. Passa anche dal Salento l'inarrestabile tour di Kelly Joyce, artista franco-africana che ha saputo sintetizzare al meglio le sue origini in un mix di easy-jazz e sonorità pop e soul. Con lei va in scena la musica del terzo millennio, brani che sono diventati veri e propri successi dal 2000 ad oggi: da "Vivre la Vie", con il quale si è presentata al grande pubblico, a "Rendez-vous" (scelto come colonna sonora di una campagna pubblicitaria tv) e all'attuale singolo "Hallò", che sta portando l'omonimo album nelle prime piazze delle charts internazionali e delle classifiche specializzate.
Un successo che continua e che oggi può rinnovarsi artisticamente grazie all'incontro con Berardi Jazz Connection, formazione nata dall' idea di Francesco Lomagistro (batteria e percussioni) di convogliare tutte le esperienze nella passione per la musica afroamericana, nella ricerca del "groove" e nella sinergia fra ritmo e melodia. Con lui, sul palco, salirà Ettore Carucci (piano), co-leader e compagno indispensabile di questo viaggio iniziato diversi anni fa proprio da "via Berardi", una via del centro di Taranto, dove i due si incontravano in un appartamento adibito a sala prove. A completare il quintetto tre musicisti pugliesi già noti alle scene jazz nazionali, come Vincenzo Presta al sax, Andrea Sabatino alla tromba e Luca Alemanno al contrabbasso.
Da contorno all'esclusivo incontro musicale fra l'artista e i Berardi Jazz Connection, ci sarà la raffinata cucina di uno dei club più frequentati del Salento e più apprezzati dal popolo della notte che ha deciso di dare ampio spazio nella ricca programmazione invernale alla musica di qualità e i migliori interpreti del panorama jazz. Previste le degustazioni di particolari ricette firmate dall'Area Cucine, peculiarità gustose del consueto appuntamento mensile del Venerdìnner. Attivo anche l'american-bar, con gli originali drink che si affiancheranno ai cocktail tradizionali. Dalle 22.30, poi, pista libera ad un concerto che promette grandi emozioni, con i brani dei due album dei BJC e le più belle canzoni della francese, da ballare e da cantare.
Luogo: NovoliTelefono: 328.3253425
domenica 27 marzo 2011
HAARP UGUALE TERREMOTI: BUFALA O VERITÀ? - Come Don Chisciotte
IL PROBLEMA NON ? COS? SEMPLICE COME SI CREDE.
DI ROBERTO QUAGLIA ? Roberto.info
I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie:
gli utopisti con la testa fra le nuvole, e i realisti con i piedi nel fango.
George Orwell
Qualche giorno fa ho scritto un articolo sulla possibile relazione fra HAARP ed il terremoto in Giappone. Le reazioni suscitate dall?articolo sono per certi versi pi? interessanti del mio pezzo stesso.
L?articolo in questione si intitolava ?Siamo proprio sicuri che tutti questi terremoti e tsunami siano di origine naturale?? il quale dopo essere stato ripreso da vari siti di controinformazione ha avuto un notevole successo di pubblico. Solo che su Comedonchisciotte ? stato letto da oltre 16.000 persone in un paio di giorni, credo una sorta di record storico per un articolo di controinformazione. Molti altri lettori ci sono stati su Megachip e presumibilmente su i molti blog che hanno clonato il pezzo.
Perch? cos? tanti lettori? E quali sono state le reazioni?
Molte reazioni positive, cos? come alcune reazioni isteriche, tramutatesi in invettive nelle zone commenti dei vari blog. L?aspetto pi? interessante sono proprio queste reazioni isteriche. Poich? nessuno obbliga nessuno a leggere ci? che ad uno non piace, ? interessante chiedersi perch? cos? tanta gente legga ci? che poi li fa andare su tutte le furie. Masochismo? No. Peggio. Tutto inizia a causa dell?inadempienza dei giornalisti.
In ogni una societ? che si dice democratica c?? una classe di persone che viene lautamente pagata per informare la comunit? su ci? che di importante avvenga nel mondo. Si tratta dei giornalisti, che per? sempre pi? spesso evitano accuratamente di occuparsi in modo onesto dei temi che pi? contano. Nell?ideologia democratica, un giornalismo libero ed onesto ? considerato uno dei principali ?indicatori? per giudicare la democraticit? di una nazione. Hollywood ci ha raccontato in tutte le salse la favoletta che i giornalisti sono sempre a caccia di clamorosi scoop per vincere il premio Pulitzer. La seduzione del mito ? dura a morire. Ma nella realt? dei fatti, quando un giornalista osa fare uno scoop di quelli veri, se gli va bene perde il posto ? volete una lista di giornalisti americani ed europei che hanno perso il lavoro per avere insistito a parlare di cose di cui dovevano solo tacere? E se va davvero male, si perde anche di pi? del lavoro, come l?esempio dello scrittore-giornalista Hunter Thompson insegna, del cui caso ho gi? parlato ne Il Mito dell?11 Settembre (se volete potete provare a sbirciare nella versione su Google books alla ricerca dell?episodio). Discussi en passant di queste cose anche durante una presentazione a Torino del mio suddetto libro, assieme a Vattimo e C?ndito, ed i curiosi possono guardarsi qui sotto il video della discussione.[1]
Presentazione libro "Il Mito dell'11 Settembre"... di robertoquaglia
L?inadempienza dei giornalisti ? un problema grave e potenzialmente letale che affligge la nostra societ? contemporanea. In una societ? sana le funzioni necessarie sono tipicamente spartite fra gli individui, ognuno dei quali si specializza a fare qualcosa di cui ci sia bisogno. Lo specialista del pane fa il pane e sfama gli altri, lo specialista delle malattie fa il medico e cura gli altri, lo specialista delle notizie fa il giornalista ed informa gli altri su ci? che succede. Uno dei motivi per cui la societ? sta in piedi ? che la gente si fida che chiunque abbia una delega a fare qualcosa per tutti, poi la sappia anche fare e soprattutto la faccia. Quello che sta accadendo oggi nel mondo occidentale purtroppo ? che coloro che hanno la delega ad informarci su ci? che avviene di importante per le nostre vite sono in realt? inadempienti. Sono profumatamente retribuiti per una mansione che svolgono solo per ci? che riguarda le notizie pi? triviali e meno significative. E sulle questioni veramente importanti, a partire dall?11 settembre e le numerose guerre da esso derivate ? tacciono oppure mentono spudoratamente. Quando Cossiga nel 2007 dichiar? al Corriere della Sera che l?11 Settembre fu un complotto interno, nessun giornalista di nessun altro giornale os? neppure alla lontana avvicinare Cossiga per approfondire uno scoop cos? esplosivo e ricco di implicazioni. E Cossiga era un ex presidente della Repubblica, mica robetta. Lo stesso giornalista che lo intervist? non os? approfondire. Magari chiedere: Presidente, ? sicuro di ci? che sta dicendo? Ma sta scherzando? Ci pu? dire di pi?? Nulla. Riport? la dichiarazione senza commentare. Sfido chiunque a dire che ci? sia normale, in sintonia con l?ideologia democratica.
Questa condizione ? potenzialmente molto destabilizzante. Soprattutto quando i nuovi media come Internet sono efficienti nel veicolare informazione non irrigimentata. Il risultato ? una lenta (in realt? neppure tanto lenta) erosione della fiducia che la gente conserva nei confronti della categoria dei giornalisti cui la societ? ha delegato la responsabilit? di informare. La percentuale di popolazione che non ha pi? nessuna fede in ci? che dicono giornali e telegiornali ? ancora relativamente bassa, ma ? in costante crescita. E la costante perdita di autorit? da parte di chi tradizionalmente veicola l?informazione crea un vuoto di punti di riferimento. In una societ? normale il cittadino medio non dispone di ore ed ore da dedicare tutti i giorni alla ricerca e all?analisi di informazioni attendibili, una volta che si ? incrinata la sua fiducia verso chi ? pagato per fornirgli con regolarit? quel servizio. Non ha tutto questo tempo, perch? giustamente deve occuparsi del proprio lavoro, della famiglia, dell?amore, della buona cucina, delle vacanze e delle altre cose pi? importanti e gradevoli in una vita. Per mantenere una propria stabilit?, la fede nella credibilit? di chi gli fornisce le importazioni verr? quindi difesa fino allo stremo, spesso al costo di chiudere gli occhi anche di fronte all?evidenza. Ma da un certo momento in poi, fatalmente scatta il cambio di paradigma. Il velo dell?inganno (e soprattutto dell?autoinganno) si lacera definitivamente, e da quel momento sono guai. Alla ricerca ansiosa di nuovi punti di riferimento, il cittadino finir? spesso e facilmente preda di falsi profeti, che assieme alle nuove verit? gli propineranno anche le nuove bugie. Spesso questa ? una vera e propria strategia di disinformazione, poich? il modo migliore di screditare una verit? scomoda ? di associarla a bufale idiote. Il proliferare di siti che allo stesso tempo denunciano i misfatti dell?11 settembre e ti raccontano quella dell?uva sulle ultime vivisezioni di alieni nell?Area 51 con tutta probabilit? si spiega cos?. Una volta creata l?associazione assurda fra questi tipi di memi, questa rimane e si diffonde.
La societ? occidentale si trova quindi in piena crisi ontologica. I criteri in uso per distinguere il vero dal falso, ci? che ? da ci? che non ?, si stanno rapidamente disgregando.
Quanto detto sinora probabilmente spiega come mai cos? tante persone siano disposte a leggere il mio articolo su HAARP, anche quelli che mai avrebbero voluto leggerlo. Anche fra i cittadini pi? ortodossi, che ancora hanno fiducia nell?informazione del sistema, a livello pi? o meno inconscio esiste il seme del dubbio che ormai il giornalismo dei grandi mass media sia tutta una farsa. Altrimenti non avrebbero ?perso tempo? a leggere un pezzo che per il loro modo di vedere le cose non aveva a priori alcuna possibilit? di essere vero, dato che non ne aveva parlato il tigg? (o la propria testata giornalistica preferita). Ma il meme che i giornalisti siano inadempienti ? ovvero traditori ? ? ormai nell?aria, e nessuno ne ? pi? completamente immune. E questo peraltro spiega anche gli sconclusionati insulti che una piccola minoranza ha reputato di indirizzarmi dopo aver letto il pezzo. Si cerca di esorcizzare il rischio, di cui l?inconscio ? conscio (mi si perdoni il gioco di parole), che quanto si sia letto abbia qualche fondamento nella realt?. Se a me si proponesse per la lettura un articolo sulla avvenuta invasione di rettiliani extraterresti, non credo proprio che lo leggerei, reputandolo a priori una perdita di tempo. Si leggono solo le cose che si presume possano servirci a qualcosa, che possano contenere informazione utile. Quando per caso ci capita lo stesso di leggere delle cagate, l?ultima cosa che si fa ? perdere ulteriore tempo a commentarle poi per iscritto!
Quando per? le cose che abbiamo lette turbano i nostri preconcetti, l?oblio semplice non ? pi? un?opzione e ci si deve sobbarcare a riti scaramantici e sacrificali per eliminare il meme insidioso dalla nostra mente. E allora ci si appiglia a tutto, anche ad una virgola fuori posto, pur di annichilire nelle nostre menti il valore di una tesi scomoda ed il sospetto che in essa ci possa essere del vero. E? una variazione della solita vecchia storia di chi vede pagliuzza negli occhi altrui perdendo di vista la trave che alloggia nel proprio.
Nel mio articolo su HAARP io essenzialmente esordivo con una domanda ? presentavo dei dati ? e chiudevo con un consiglio. La domanda esprimeva un dubbio lecito (come tutti i dubbi): Siamo proprio sicuri che tutti questi terremoti e tsunami siano di origine naturale? Il consiglio finale era: Che si mandi qualcuno a controllare HAARP cos? ci togliamo questo fastidioso dubbio. Per il resto, ho esposto un po? di dati che sembrano delineare un pattern, rispondere ad uno schema. Ed ovviamente il mio tono era pregno del dubbio che ci sia qualcosa che non quadri.
Si sottolinei il fatto che nel mio articolo non enunciavo certezze, ma paventavo un dubbio. Ed ? interessante (ed emblematico?) notare quanta aggressivit? generi in molte persone qualsiasi informazione che instilli in loro un dubbio. Notai per la prima volta il fenomeno con la storia dell?11 settembre. Perch? il dubbio ? destabilizzante, tende a costringere il cervello ad occuparsi di problemi dei quali si preferirebbe non occuparsi e, qualora si riveli fondato, obbliga a ristrutturare pesantemente la propria visione del mondo, rottamando modelli mentali frutto a volte di anni ed anni di ragionamenti, un investimento che la maggior parte della gente non ? disposta a gettare alle ortiche. Il dubbio ? l?unico omaggio di cui quasi nessuno ti sar? mai grato. Se non credete a me, interpellate un buon psicologo.
La forma mentale che percepisce la conoscenza in termini di certezze ? fondamentalmente la forma mentale religiosa, che come un computer a logica binaria riesce ad afferrare solo i concetti di vero o falso, bianco o nero, buono o cattivo, senza le sfumature intermedie in cui la realt? invece consiste.
Gi? gli antichi greci avevano teorizzato la epoch? (??p????), ovvero il processo cognitivo della sospensione del giudizio, in parole povere l?astensione da un determinato giudizio o valutazione, tutte le volte che non risultino disponibili sufficienti elementi per formulare il giudizio stesso.
Ecco, questo ? probabilmente l?atteggiamento corretto che dovremmo avere di fronte al tema posto dal mio articolo, e molti altri in quest?epoca cos? complessa. Ne erano capaci i greci gi? millenni or sono, e adesso nessuno sa pi? come si fa. Bisogna reimparare.
Siamo certi che HAARP pu? causare terremoti?
Ma nemmeno per sogno. Non abbiamo dati a sufficienza per avere questa certezza.
Siamo allora certi che HAARP non possa causare terremoti?
Ma nemmeno per sogno! Il pattern di indizi inizia ad essere troppo pesante per poterlo archiviare a cuor leggero nel novero delle illusioni cognitive, senza i dovuti approfondimenti
E? vero che la mente umana ? facile preda di illusioni cognitive, allucinando relazioni inesistenti fra elementi esistenti. Ma ? altres? facile preda del sintomo opposto ? le cecit? cognitive, ovvero l?incapacit? di notare una relazione fra cose che una relazione hanno, soprattutto quando ci? turbasse i nostri preconcetti. C?? un discreto video di TED (sottotitolato anche in italiano) che parla di questi problemi della mente umana. Cita a giusto esempio le cialtronerie su alieni come un classico frutto di illusioni cognitive.
Il protagonista del video, Michael Shermer, ? tuttavia per nulla convincente quando in altra sede parla delle faccende di September 11. Per tale tematica egli reputa evidentemente pi? opportuno unirsi al coro.
Veniamo ad un altra reazione interessante al mio articolo. Occasionali attacchi ad personam, una tattica consigliata da Schopenhauer a suo tempo per ottenere ragione quando non la si ha, e peraltro usati abbondantemente nella societ? odierna, in televisione e sui giornali. Sminuendo con qualche pretesto l?autorit? di chi parla, si toglie credibilit? da quello che dice agli occhi di chi crede o non crede a qualcosa solo in base all?autorit? di chi la dice. Chi usa questo trucchetto per convincere gli altri, pu? essere in cattiva fede, oppure no. Nel primo caso ? un furbone, ed eventualmente gli va la nostra ammirazione tecnica (se ci piacciono i furboni). Nel secondo ? solo un poveretto. Usando questo truccaccio contro se stessi, altro non si fa che certificare e suggellare la propria impotenza intellettuale. A costoro pu? andare solo la nostra compassione.
Gi? oltre cent?anni fa Karl Kraus disse: ?Le buone opinioni non hanno valore. Ci? che importa ? chi le ha?. Nulla di nuovo sotto il sole.
Avendo menzionato Michael Shermer, possiamo dedicare una nota al suo emule italiano, Paolo Attivissimo, non fosse altro perch? egli ha dedicato una nota a me.
Dobbiamo essere grati ad Attivissimo per avere ancora una volta brillantemente smontato l?ennesima ridicola teoria del complotto. Secondo una pratica consolidata Attivissimo esordisce con i soliti insulti di rito rivolti ai ?complottisti? di turno (e stavolta ci sono anch?io); per quanto possa apparire bizzarro agli occhi delle persone intelligenti, condire le proprie dimostrazioni logico-scientifiche da raffiche di insulti gratuiti permette di convincere moltissime persone, dato che la maggioranza della gente, ubbidendo ad antichi istinti animali, avverte di dovere decidere da che parte stare in un litigio e quindi irriflessivamente preferisce identificarsi con gli insultatori che con gli insultati. Anche l?uso di questa tattica veniva suggerito gi? da Schopenhauer un paio di secoli fa, per ottenere ragione quando non la si ha. In effetti, oltre ai due trucchi appena menzionati, ce ne sono altri 36. Se ci tenete cos? tanto a vincere a qualsiasi conto le vostre discussioni quando in realt? avete torto, vi consiglio l?acquisto dell?ottimo L?arte di ottenere ragione esposta in 38 stratagemmi (Piccola biblioteca Adelphi).
Non crediate tuttavia di poter poi fregare chi questi trucchi li conosca benissimo.
Una volta espresse con lo stile a lui pi? congeniale le sue emozioni nei confronti dei soliti complottisti, Attivissimo passa alla dimostrazione logico-scientifica del perch? HAARP non possa causare terremoti. Questa in buona sostanza consiste nel consultare la pagina ufficiale di HAARP per vedere se c?? scritto se pu? provocare terremoti. Accipicchia che idea brillante. Degna del Gruppo TNT. Infatti Attivissimo dichiara trionfante che HAARP ha una potenza di 3,6 Megawatt, insufficienti a provocare alcunch?.
Beh, su questo punto non si pu? ovviamente che dargli ragione, 3,6 Megawatt diviso 180 antenne sono solo 20 kilowatt ad antenna, in pratica 10 ferro da stiro (oppure 20 ferri da stiro? La domanda sembra gratuita, ma non lo ?. E? pieno in giro di minorati mentali pronti sbraitare trionfanti che il mio articolo non valga un cazzo perch? ho sbagliato il kilowattaggio di un ferro da stiro usando oltretutto la parola kilowattaggio che nella lingua italiana forse non esiste neppure)
E con quale geniale investigazione il Nostro ha scoperto che HAARP consuma solo 3,6 Megwatt?
Consultando il sito ufficiale di HAARP.
Vediamo se abbiamo capito bene la logica di questa raffinata tecnica investigativa.
? come se un investigatore andasse a casa di un individuo sospettato di avere assassinato qualcuno con un?arma da fuoco e notando una pistola in un cassetto, senza esaminarla chiedesse al sospettato di che cosa si tratti. L?indiziato di assassinio risponde: ?E? una pistola ad acqua? ed il commissario conclude: ?Bene. Mi fa piacere. E? ovvio che non pu? avere ucciso nessuno con una pistola ad acqua.? E se ne va, chiudendo l?indagine senza neppure dare un?occhiatina per controllare che la pistola sia effettivamente ad acqua.
Ho qualche dubbio che Shecklock Holmes o Poirot sarebbero stati in grado di elevarsi al livello di cotanto genio investigativo, ma l?ispettore Clouseau certamente ci sarebbe riuscito.
Adesso che abbiamo scoperto le affinit? elettive che uniscono Attivissimo a Clouseau, il buon Paolo ci ? gi? pi? simpatico.
Un po? meno simpatici sono i suoi lettori, a giudicare dal livello medio dei commenti a tale brillante dimostrazione, sui quali ? meglio stendere un velo pietoso. La saggezza popolare ci insegna che ognuno alla fine ha il pubblico che si merita. Massimo Mazzucco ha dipinto un lucido ritratto di questi soggetti, la cui prima parte potete ammirare nel video sottostante (le parti successive le trovate su Youtube):
Per sapere se HAARP gioca con potenze da ferri da stiro o con ben altre forze, temo proprio che dovremmo scoprirlo in un altro modo.
Gi? nel mio articolo precedente avevo inserito il link ad un sito universitario che riporta un articolo della rivista Popular Science, datato 1995, ma forse in pochi lo avevano cliccato ed avevano approfondito. Qui viene presentato il progetto HAARP all?epoca della sua realizzazione e si menziona il fatto che esso sarebbe finalizzato ad esercitare influenze sul clima, con tutte le doverose preoccupazioni del caso. E la potenza menzionata di HAARP ? di? 1,7 Gigawatt. Un miliardo e settecento milioni di Watt. La quantit? di dettagli riportati non hanno decisamente l?aria di essere stati inventati di sana pianta da un giornalista impazzito, considerando che sono stati scritti in epoca non sospetta, quando non esisteva alcuna ?teoria del complotto? su HAARP. Era ancora il mondo pre-11 settembre, il World Wide Web are appena agli inizi e il ?complottismo? non era ancora di moda. E poi, a chi avrebbe giovato creare una bufala tale, su Popular Science, una rispettatissima rivista scientifica, fondata nel 1872 e vincitrice di oltre 58 premi per la propria qualit??
Dobbiamo quindi essere grati ad Attivissimo-Clouseau, il quale inavvertitamente ci ha fatto notare questa sorprendente discrepanza fra i dati diffusi inizialmente riguardo ad HAARP (mediante giornalismo come si deve, quello che si procura documenti interni al progetto e li pubblica) e quelli ufficiali contemporanei. Al lettore la libera scelta: credere ai dati forniti dal sospetto colpevole o quelli di una prestigiosa rivista scientifica in epoca non sospetta? L?esistenza stessa di una tale discrepanza ? in effetti un indizio pi? pesante di molti altri riportati in precedenza. Perch? mai contare balle sulla effettiva potenza del proprio impianto se non c?? nulla da nascondere? Prima di proseguire nella lettura, il lettore dovrebbe prima rispondere in cuor proprio a questa semplice domanda.
Se HAARP ? in grado di sparare 1,7 Gigawatt nella ionosfera, non si pu? pi? considerare triviale la discussione se questo possa avere effetti di tipo sismico. Perch? la strana relazione fra ionosfera e terremoti ? una realt? divulgata dalla NASA. La notizia ? stata riportata dalla BBC, e qualcuno ne ha parlato anche in Italia. In particolare si osservano variazioni nella ionosfera qualche giorno prima dei grandi eventi sismici. Questo vuol dire che HAARP provoca i terremoti? No, non vuol dire che HAARP provoca i terremoti, vuol dire per? che non ? stupido cercare di capire se possa provocare terremoti oppure no. E che ? invece stupido il contrario, accettare le verit? rivelate rinunciando a sottoporle a qualche verifica ogni tanto, a maggior ragione quando per chi ha un po? di naso la puzza si fa insopportabile. Soprattutto dopo avere verificato con l?esperienza che le verit? rivelate sono spesso solo delle gran balle. Che poi HAARP sia in grado di causare o solo di predire gli eventi sismici, questo ? ci? che solo una seria indagine pu? stabilire. Di sicuro l?unico soggetto a cui non lo poi chiedere ? al sospetto colpevole, reso ulteriormente sospetto dall?avere apparentemente falsificato i dati in merito alla propria potenza.
Qualche lettore ha voluto evidenziare che non tutti i terremoti sono predetti da HAARP mediante il buco nei suoi dati nei giorni precedenti all?evento sismico, e non tutte le volte che c?? tale buco, poi si verifica un terremoto importante. (Chi non ha letto il mio articolo precedente lo trova qui.) Bisogna che ci rendiamo conto che non dobbiamo ragionare con la stessa logica che useremmo per decidere sulla affidabilit? dei cartomanti che ci danno i numeri del superenalotto. La faccenda ? un po? diversa. Primo: la tesi che HAARP causi i terremoti non vieta che posano verificarsi anche terremoti naturali. Secondo: Non ? detto che tutte le volte che ci sia quel buco nei dati ci debba per forza essere un evento sismico. Non sappiamo neppure che cosa quel buco nei dati esattamente significhi! Il dato sospetto ? che nella maggioranza dei casi quei buchi nei dati avvengono prima di sismi importanti per gli esseri umani. Ci sono anche un sacco di sismi in mezzo ai mari che hanno un impatto zero sulla vita umana, e la maggior parte di questi mi pare che non siano preceduti da buchi nei dati di HAARP. In attesa che qualche smanettone abbia voglia di scrivere uno script che passi al setaccio i grafici di HAARP e analizzi e correli tutti questi dati, parliamo di dati incompleti. Sufficienti a destare il nostro interesse e sospetto, ma insufficienti a dimostrare alcunch?.
Ho notato che altra gente giunge a negare a loro stessi addirittura il fatto evidente che gli ultimi anni si sia osservato uno straordinario aumento di terremoti importanti. Qui (o qui sotto, se preferite) vedete che di questo aumento ne parla anche Repubblica TV, che non spicca certo per ?complottismo?. L? si cerca anche di spiegare i motivi di tali incrementi, e ciascuno pu? accontentarsi oppure no delle ipotesi esposte.
Nel caso dei fatti dell?11 settembre, ? noto che nei giorni che precedettero l?evento furono effettuati sulle borse finanziarie gigantesche vendite allo scoperto dei titoli delle compagnie aerei che poi sarebbero state coinvolte dai dirottamenti. Prima degli attentati di Londra del 7 Luglio 2005, la Sterlina sprofond?, presumibilmente per le vendite di chi sapeva che cosa sarebbe accaduto. Sar? mica avvenuto qualcosa di strano sui mercati anche prima del terremoto in Giappone?
Beh, per non deludervi eccovi serviti con un?altra bella coincidenza.
Le grandi catastrofi naturali hanno una ricaduta importante sulle grandi compagnie di assicurazioni. A prima vista uno direbbe che in caso di grandi catastrofi le assicurazioni ci rimettono. In realt?, guardando i grafici azionari di recenti catastrofi come l?uragano Katrina, si nota come esse invece ci guadagnino. Il disastro ? infatti un ottimo pretesto per innalzare i premi assicurativi, e gi? che ci sono le assicurazioni lo elevano pi? di quanto sarebbe dovuto (mica sceme!), quindi i loro guadagni aumentano e di conseguenza le quotazioni. Dunque prima di una grande catastrofe, la cosa migliore sarebbe comprare azioni delle grandi compagnie assicurative, non venderle.
Ed ? proprio quello che ? accaduto in modo clamoroso con le azioni della Lloyds di Londra poco prima del terremoto giapponese. Per tutto il 2010 le azioni Lloyds non sono andate oltre il valore medio di 50-60 sterline, con una punta massima di 79. Nel semestre precedente al terremoto in Giappone sono state attestate intorno alle 60 sterline. Il volume di scambi era solitamente intorno ai 150/200 milioni di azioni al giorno, con qualche isolato caso di 600 o 700 milioni. Pochi giorni prima del terremoto, il 25 febbraio 2011, il volume esplode a 4,2 miliardi di pezzi, facendo salire il prezzo, nell?arco di quel giorno soltanto, fino a quasi 92 sterline ? un apprezzamento del 50%! Nel corso di quella stessa seduta il prezzo torner? ad assestarsi sul suo prezzo fisiologico di 60 sterline. Una cosa del genere o anche solo simile a questa non era mai accaduta, per lo meno nel decennio rappresentato nel grafico sottostante. Insomma, una singolarit?, un evento pi? unico che raro nel settore che pi? sarebbe stato influenzato da un?altra singolarit? che si stava per compiere, un terremoto con tsunami quale non si era mai visto in secoli e secoli. Chi mai ha il peso finanziario per far salire di colpo e con un singolo acquisto il valore di un gigante come la Lloyds del 50%? Una spesa nell?ordine dei 300 miliardi di sterline, effettuata presumibilmente da un soggetto unico. Di chi si tratta. E perch? esattamente lo ha fatto, cos? di botto?
Questa invero curiosa coincidenza ci fa ora allucinare l?ennesimo pattern che non esiste? Oppure i nostri cervelli si rifiutano di vedere uno schema evidente trovando la Teoria delle Coincidenze pi? rassicurante? Qui trovate ulteriori dettagli di questa storia, mentre qui sotto potete verificare i dati sui grafici di finance.yahoo.com. Ognuno interpreter? tutto ci? nel modo a s? pi? consono.

In questo screenshot del sito finance.yahoo.com, preso alle ore 11:37 del 18/03/2011, si riportano le quotazioni della Lloyd?s della borsa di Londra degli ultimi giorni.

In questo screenshot del sito finance.yahoo.com, preso alle ore 11.48 del 18/03/2011, si riportano le quotazioni dell?ultimo anno della Lloyd Banking Group. Emerge chiaramente il volume spropositato delle azioni scambiate il 25 febbraio 2011

Grafico delle quotazioni della Lloyd dal maggio 2000 ad oggi. Emerge sempre e chiaramente il volume spropositato delle azioni scambiate il 25 febbraio scorso.
D?altra parte l?impressione si afferma di vivere in un mondo di crescente magia. E? di questi giorni la notizia che siamo entrati in guerra con la Libia, al fiero fianco del Premio Nobel per la Pace Obama bin Laden ? OOPS, scusate il lapsus, volevo dire al fiero fianco del Premio Nobel per la Pace Obama ed il fido Biden (il suo vice, che dal nome pare scelto per fare pendant con Obama cos? da costituire assieme una trasfigurazione caricaturale del nome del loro pi? acerrimo nemico). Va beh, non si dice cos?, bisognerebbe usare formulazioni politically correct che nascondano la realt? dei fatti, che le nostre menti frastornate non sono pi? in gradi di fronteggiare a viso aperto. L?unica potenza europea che si rifiuta di partecipare all?aggressione ? la Germania. Immediatamente, giunge notizia che all?elicottero con a bordo il Cancelliere Merkel si spengono i motori, che si riaccendono solo dopo un chilometro in caduta libera. Accipicchia che tempismo che hanno queste fortuite coincidenze, nelle quali gli ammalati di complottismo allucinano inesistenti nessi! Se i motori non si fossero riaccesi, sarebbe stato il secondo capo di governo a morire per un incidente aereo in Europa in meno di un anno. E di sicuro c?? un terzo capo di governo europeo che nello stesso anno si ? ritrovato coinvolto in un emergenza aerea, e si tratta di Berlusconi, il cui aereo ? stato costretto a settembre 2010 ad un atterraggio di emergenza per un finestrino difettoso. Tre capi di governo o di stato europei oggetto di emergenze aeree in soli undici mesi (delle quali una con esiti fatali) ? una buona media. Va beh, sono cose che possono succedere. In America la morte relativamente frequente di figure politiche di spicco ? storia nota. C?? chi ha calcolato che i senatori americani avrebbero il 1000% di probabilit? in pi? di morire di incidenti aerei rispetto al reato della popolazione. Pu? anche darsi che questo sia dovuto al fatto che essi volino il 1000% in pi? del resto della popolazione, tuttavia i casi sospetti sono parecchi.
Viviamo in un mondo magico anche perch? Russia e Cina si sono astenuti sulla votazione ONU in merito alla Libia, permettendone a tal modo l?approvazione. Nessuno riesce bene a spiegarselo, visto che sia Russia che Cina non hanno alcun interesse che gli Stati Uniti si pappino il petrolio libico. Eppure, in qualche modo devono essere state convinte entrambe, e gli argomenti di persuasione devono proprio essere stati mooolto convincenti, visto che hanno funzionato con tutte e due. Entrambe esplicitamente contrarie all?attacco, hanno tuttavia rinunciato al loro diritto di voto all?ONU. Sono forse state messe di fronte a ?una proposta che non potevano rifiutare?? Visto che tutte queste cose straordinarie (nel senso di non ordinarie) stanno accadendo tutte nello stesso momento, seppure apparentemente in teatri diversi, la tentazione di scorgervi un disegno ? inevitabile. E l?incredibile e mai visto flagello di incendi che bruci? la Russia l?estate scorsa ed arriv? ad assediare Mosca per settimane intossicandola di fumi, getta altra benzina sul fuoco di quelle che speriamo ardentemente siano davvero solo illusioni cognitive. Probabilmente queste sono davvero solo fantasie, ma non si sa mai.
Ricordare la celebre frase ?In politica nulla accade a caso. Ogni qualvolta sopravviene un avvenimento si pu? star certi che esso era stato previsto per svolgersi in quel modo.? non ci reca alcun sollievo. A pronunciarla non ? stato un ?complottista? invasato, ma fu Franklin Delano Roosvelt, presidente degli Stati Uniti d?America dal 1933 al 1945.
Per chiudere in bellezza, riportiamo che qualcuno ipotizza che a contribuire all?incidente nucleare giapponese possa inavvertitamente essere stato anche Stuxnet, il virus informatico bellico designato per attaccare i sistemi informatici Siemens delle centrali nucleari iraniane, ma al momento non possiamo saperlo.
Riassumendo: In un processo indiziario, come si fanno in Italia, non so se HAARP la sarebbe cavata. Chi ha gi? qualche annetto si ricorder? che suo tempo Lorenzo Bozano fu condannato all?ergastolo per l?omicidio della ragazzina Milena Sutter sulla base di una serie di indizi mica tanto pi? convincenti di quelli che inchioderebbero HAARP. La differenza ? che nel cervello di Bozano non potevi mandare un ispettore dell?ONU a controllare come stavano le cose, mentre nel sito di HAARP s?. E l?ipotetico crimine di HAARP ? milioni di volte pi? grave di quello di Bozano (quanta gente uccider? il fall-out nucleare nei prossimi decenni?), quindi, non fosse altro che per proteggere la reputazione degli Stati Uniti, a fronte del montare in tutto il mondo di queste urla complottiste una visitina da parte di credibili ispettori dell?ONU farebbe soltanto del bene. Poi, a parte tutto, Bozano probabilmente era colpevole, ma questa ? un altra faccenda.
Consoliamoci con un aforisma di Karl Kraus:
?Il compito della religione: consolare l?umanit? che va al patibolo. Il compito della politica: disgustare l?umanit? della vita. Il compito dello spirito umanitario: abbreviare all?umanit? l?attesa del patibolo e al tempo stesso avvelenarle l?ultimo pasto.?
E che l?atarassia sia con voi.
Roberto Quaglia
Originariamente pubblicato su www.Roberto.info
Su questo ed altro argomenti, oggi 21 marzo 2011 Roberto ? stato intervistato da Teleradiostereo, nella rubrica Ouverture. Dovrebbe essere presto ascoltabile in podcast.
Magari ti incuriosisce anche il libro di Roberto sui retroscena dell?11 settembre (The Myth of September 11), ora edito anche in rumeno (11 septembrie, Mitul)
Notizie inconsuete le trovi su www.Edicola.biz
[1] Perch? i miei conterranei della Liguria non si danno un po? una mossa ad organizzare qualche presentazione del mio libro a casa mia? O magari alle Cinque Terre, che il paesaggio ? pi? bello e la cornice sarebbe surreale?
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Fonte: http://www.roberto.infoLink
21.03.2011
Specie venute da lontano gli alieni che minacciano l'Italia - La Repubblica
Un esemplare di tartaruga azzannatrice
LE FOTO
A nulla è servita la "lezione zanzara tigre", che negli anni Novanta ha involontariamente espanso il proprio habitat dai Paesi tropicali all'Europa, viaggiando nell'acqua che stagnava nei copertoni stipati sulle navi. Per debellarla i Comuni spendono una fortuna ogni anno, ma finora l'unico strumento di prevenzione sembra essere il mix zampirone-citronella. L'ultima specie aliena approdata in Italia da Australia e Nuova Zelanda e pronta a indebolire ecosistemi e finanze locali, è l'infestante cozza australiana, avvistata
nel golfo di Sardegna, forse trasportata dalle navi da carico, in fase larvale. Capace di modificare l'habitat in cui vive e di attaccarsi a qualunque cosa (anche ai filari delle cozze nostrane, soffocandole), questa gramigna dei mari è quasi impossibile da eliminare.Il caso più eclatante è quello della nutria (myocastor coypus), il "castorino" sudamericano inserito nell'elenco delle 100 specie più dannose del mondo a causa della sua capacità di distruggere colture e argini di corsi d'acqua. Fino a qualche decina d'anni fa la sua pelliccia andava per la maggiore, poi la moda è cambiata e i roditori sono stati liberati nelle campagne per evitare i costi di abbattimento e smaltimento delle carcasse. Già nel 2000 le nutrie in Europa erano 250 milioni. Nel frattempo, i danni arrecati a sistemi idraulici e coltivazioni sono incalcolabili. Lo scoiattolo grigio nordamericano (sciurus carolinensis), portato in Italia nel 1948 da un diplomatico statunitense, più che all'uomo i problemi li crea ai propri simili, e in particolare al cugino rosso, destinato a soccombere in caso di convivenza forzata.
Gli alieni non finiscono qui. Il punteruolo rosso delle palme (rhynchophorus ferrugineus) è un coleottero parassita originario dell'Asia che negli ultimi anni ha distrutto 13 mila piante in Sicilia, infestato la Liguria e dal 2009 ha cominciato ad accanirsi anche contro le palme dei parchi della capitale. Il tarlo asiatico (anoplophora chinensis malasiaca), che a Chicago ha distrutto 50 mila alberi e in Cina 5 milioni, in Italia è arrivato grazie a un importatore di bonsai. E' particolarmente ghiotto di agrumi, quindi il rischio è che colpisca presto agli aranceti della Sicilia. Il giacinto d'acqua (eichornia crassipes) del Brasile, che in Sardegna ha soffocato fiumi e laghi, e la panace di mantegazzi (heracleum mantegazzianum), una pianta tossica del Caucaso che sta infestando la Valle d'Aosta, completano il quadro delle specie invasive a livello di flora.
"La miglior risposta a questi fenomeni è la prevenzione - spiega Piero Genovesi, biologo dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Ricerca Ambientale - controllando il più possibile le fonti di trasporto involontario di specie e bloccando i traffici illegali. Il controllo biologico, basato sull'introduzione negli habitat di nemici naturali, spesso produce effetti contrari, basti pensare ai danni che ha fatto la volpe in Australia, introdotta per decimare i conigli e poi cacciata per aver eliminato 14 specie autoctone". Altra soluzione, secondo l'esperto, è quella di intervenire tempestivamente appena una specie aliena viene individuata, mettendo in atto lo stesso "early warning system" utilizzato per le catastrofi naturali. L'impatto di 250 milioni di nutrie sul territorio è del resto paragonabile a quello di un terremoto, diluito però nell'arco di 70 anni sul territorio europeo. Il roditore, prima cacciato per la pelliccia e poi per l'iperattività delle mandibole, ha l'unica colpa di essere incappato nell'uomo.
sabato 26 marzo 2011
Afrikaa Bambaataa e Zion Train al Livello Undici Ottavi - Lecceprima.it
Afrikaa Bambaataa, al secolo Kevin Donovan, creatore del network internazionale Zulu Nation e Neil Perch, fondatore di Zion Train e pioniere del dub inglese nei primi anni ?90, arrivano nel Salento per una ?notte meravigliosamente meticcia?. Livello Undici Ottavi si trova sulla strada statale 7 ter per Trepuzzi a sette chilometri da Lecce. Ingresso a 12 euro con prevendita sul circuito www.bookingshow.com
Berardi Jazz Connection all?Area 51 di Novoli e aperitivo musicale a Sant?Andrea
Il jazz incontra l?Africa in un importante appuntamento previsto venerd? 18 marzo, presso l?Area 51 di Novoli, insieme a Berardi Jazz Connection, guest Kelly Joyce, artista franco africana che porta l?easy jazz e il pop soul nel mondo, attraverso i successi registrati in questi anni.
L?incontro con Berardi Jazz Connection, progetto nato dall?idea di Francesco Lomagistro, fa unire tutte le esperienze di un groove che porta in scena la musica afroamericana, insieme ai suoni jazz di Ettore Carucci al piano, Francesco Lomagistro alla batteria e percussioni, Vincenzo Presta al sax, Andrea Sabatino ala tromba e Luca Alemanno al contrabbasso.
Aperitivo musicale, domenica 20 marzo, a partire dalle 17 al Porticciolo Roots di Sant?Andrea, sulla Torre dell?Orso - Otranto, dove sar? di scena il sound di Tobia Lamare che va dal soul, al funk e all?indie.
venerdì 25 marzo 2011
Playstation Move Heroes - GameSurf
Altre prove prevedono la raccolta di oggetti, siano essi cristalli o gli onnipresenti alieni, mediante un disco o una palla che vanno lanciati e poi controllati nel loro movimento attraverso il Motion Controller. In queste prove ? necessario mimare il movimento necessario per lanciare l'oggetto, e in seguito orientarlo: di norma il limite ? il tempo a disposizione pi? che il rischio di essere sconfitti da cause esterne. Ogni prova ha tre obiettivi conseguibili - bronzo, oro e argento - ma altri segreti, come vestiti extra, sono nascosti qua e l? nei livelli, e per accedere alle prove pi? elevate bisogner? ottenere anche gli obiettivi “diamante”.
La realizzazione tecnica di PMH non mira certo a far gridare al miracolo, proponendo comunque ambienti, modelli e texture semplici ma puliti, ben animati e nel complesso gradevoli. Certamente il dettaglio aumenta nella cura dei protagonisti piuttosto che degli antagonisti, ma considerando che siamo certamente nel campo del cartonoso possiamo considerare il risultato finale soddisfacente. Discorso analogo per il sonoro, con musiche di sottofondo gradevoli che cambiano quando viene messa in campo qualche abilit? speciale, come il Discotron di Ratchet tanto per dirne una. Il gioco ? interamente doppiato in Italiano, con risultati sufficienti.
Prey 2: indiani contro alieni, ancora una volta? - Tom's Hardware Guide
Prey 2 arriverà nel 2012 su PC, Playstation 3 e Xbox 360. Saranno gli Human Head Studios, gli sviluppatori del primo capitolo, a occuparsi di questo seguito. Prey uscì nel 2006 su PC e poi su Xbox 360 e Mac, grazie ai porting curati rispettivamente da Venom Games e Aspyr.
Nel 2009 i diritti sul titolo furono acquistati da Zenimax Media, strappandoli alla moribonda 3D Realms, e più in particolare dall'azienda parallela Radar Group.

Nonostante il motore id Tech 5 possa sembrare l'ideale per Prey 2 - il primo capitolo era basato su quello di Doom 3 - il sequel non lo sfrutterà. "Questo gioco è in lavorazione da un po' di tempo e l'id Tech 5 è ancora in sviluppo (fino all'uscita di Rage e probabilmente anche dopo). Quindi non è mai stato tra le opzioni".
Si vocifera che il gioco possa essere basato su una versione pesantemente modificata dell'id Tech 4, la precedente versione del motore creato da id Software, ma non ci sono conferme. Chi ha giocato al primo Prey si ricorderà sicuramente di Tommy, indiano Cherokee rapito dagli alieni nella sua riserva, insieme al nonno e alla fidanzata. Tommy potrebbe essere nuovamente protagonista, ma anche su questo dettaglio non c'è sicurezza.
Per ora non ci sono altre informazioni sul nuovo capitolo, ma il capo del progetto Chris Rhinehart ha dichiarato che si tratterà di un FPS con "un'azione veloce in un mondo alieno aperto. Siamo molto entusiasti di mostrare ai videogiocatori il titolo su cui stiamo lavorando e speriamo che saranno emozionati quanto noi".
Aggiornamento: la copertina di Game Informer sembrerebbe svelare il personaggio principale. Non sembra il protagonista indiano del primo episodio.
giovedì 24 marzo 2011
Recensione “La guerra dei mondi”, di Steven Spielberg (2005) - LiveCity.it
Dopo il racconto di H.G. Wells, la mitica versione radiofonica di Orson Welles, la trasposizione cinematografica di Bryon Haskin, arriva anche la mano di Spielberg a rielaborare questa storia di invasione aliena e di lotta alla sopravvivenza da parte degli esseri umani. Che Spielberg fosse un attento conoscitore e un ammiratore del film di Haskin era alquanto noto visto che per la creazione del suo mitico E.T. si è ispirato chiaramente all’alieno che compare per pochi minuti all’interno de “La guerra dei mondi” del 1953.
Sono molti gli elementi di differenza con la trasposizione cinematografica originale, anche perché sono passati più di 50 anni e nel mondo e nella società molte cose sono cambiate. Prima di tutto lo stato di disgregazione della famiglia, ma, forse soprattutto, l’11 settembre. Ed è su questi due elementi storico-sociali che si basa “La guerra dei mondi” del 2005, visto che spesso si fa riferimento ad attacchi terroristici e i protagonisti sono un padre e due figli che tentano in tutti i modi di restare uniti e di ritrovare una dimensione familiare, andata ormai perduta.
Il film di Spielberg, quindi, non è soltanto una pellicola fantascientifica, perché risulta contaminata da altri generi, prima di tutto il catastrofico, ma anche il road-movie, visto che i protagonisti compiono un lunghissimo e pericoloso viaggio per giungere alla tanto agognata unione familiare. Fortunatamente tutte le caratteristiche negative e le banalità di questi generi vengono eluse, mancano infatti eroismi da quattro soldi, presidenti che si sacrificano, salvataggi all’ultimo secondo. Il protagonista agisce solo per sé stesso e per i suoi figli, portando avanti una strenua e sofferta lotta alla sopravvivenza, compiendo anche atti poco ortodossi.
Quello che non si riesce ad evitare, però, è il retoricismo di fondo che accompagna il rapporto padre-figli, la stucchevolezza del finale buonista e riconciliatore a tutti i costi, l’inadeguatezza dei dialoghi e del microcosmo familiare su cui viene puntata la lente d’ingrandimento, a differenza della soddisfazione che si riceve quando il punto di vista si allarga a tutto il genere umano. Si potrebbe obiettare che sono caratteristiche tipiche del cinema spielberghiano, caratteristiche che lo rendono il sognatore-bambino che noi tutti amiamo, in grado di imbastire favole moderne capaci di coinvolgerci totalmente.
Il problema, in questo caso, è che la “favola” stona leggermente col contesto fatto di estrema e straordinaria spettacolarità, di grandi scene dal fortissimo impatto visivo (il treno infuocato, i cadaveri trascinati dal fiume, gli attacchi stessi degli alieni), di effetti speciali a non finire, di esplosioni, uccisioni e via di questo passo.
Alquanto debole anche la sequenza con Tim Robbins, ambientata in un sottoscala, estremamente dilatata e per certi versi telefonata. Ad entusiasmare maggiormente, così come avveniva nell’originale, è, invece, la messa in scena, la precisione con cui sono disegnati gli alieni (stavolta retti da tre piedi e quindi chiamati tripodi), la desolazione quasi post-apocalittica che si riversa su una Terra fatta di vermi messi al confronto con gli invasori.
Ed è proprio l’invasione, ancora una volta, al centro di tutto. Questa volta, però, non c’entra più il comunismo. La paura e il terrore del nemico sono ben rappresentate registicamente da Spielberg che, utilizzando sapientemente la macchina a mano, e focalizzando l’attenzione sui volti impauriti e sui corpi in fuga, ci restituisce il senso di una società ormai preda del pericolo di attacchi, conquiste, ritorsioni, in una sola parola, della guerra.
Alessandra Cavisi
mercoledì 23 marzo 2011
51: trailer e locandina per l'ennesimo alien movie del 2011 - CINEblog.it (Blog)
Ancora alieni ad Hollywood. Ennesima pellicola ‘del terzo tipo’ in arrivo, 51.
Diretto da Jason Connery, regista di Devil’s tomb - A caccia del diavolo e Pandemic, il film, costato appena 1 milione di dollari, ci regala oggi locandina e trailer, da scovare dopo aver cliccato su continua.
Bruce Boxleitner e Rachel Miner i protagonisti, per una pellicola che riporterà in sala la famigerata ‘Area’. A causa di alcune pressioni politiche dirette sulle forze pubbliche americane, l’aviazione degli Stati Uniti fornisce ad alcuni famosi giornalisti l’accesso limitato ad una delle basi più segrete del pianeta: l’Area 51.
Uno dei più antichi “visitatori” di questa base decide di sfruttare questa occasione per provare a liberare se stesso e gli altri alieni catturati, trasformando così la sicura base governativa in un luogo terrificante.
Cinema: Super 8, il trailer ufficiale - Italia News
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Super 8: film prodotto da Spielberg, Abrams e Bryan Burk per la Amblin Entertainment e la Bad Robot Productions. Nel cast i seguenti attori: Elle Fanning, Kyle Chandler, Ron Eldard, Noah Emmerich, Gabriel Basso, Joel Courtney, Riley Griffiths, Ryan Lee, Zach Mills, Amanda Michalka, Beau Knapp
Andrete al cinema a vedere questo film? Aspettiamo i vostri numerosi commenti.
Fonte foto: comingsoon